Prestiti pensionati

Prestiti pensionati come ottenere un prestito grazie alla cessione del quinto

Le necessità di liquidità non si esauriscono nel periodo di attività lavorativa, anzi, in virtù spesso delle difficoltà cui vanno incontro i giovani a beneficiare di fiducia da parte di istituiti di credito e finanziarie, sempre più pensionati ricorrono all’acceso al credito e quinti ai prestiti pensionati per usufruire di somme da poter destinare al soddisfacimento di bisogni personali o familiari.

La formula con cui un pensionato può garantirsi, senza troppe lungaggini burocratiche, la disponibilità liquida di cui necessita è la cessione del quinto sulla pensione che, in buona sostanza, è identificabile come un finanziamento personale non finalizzato, la cui approvazione non è sottoposta a giudizio dell’ente erogante, in quanto diritto di cui può beneficiare a proprio vantaggio.

Ovviamente i presupposti e i requisiti variano rispetto alla cessione del quinto sullo stipendio, poiché vi sono dei limiti dettati innanzitutto dall’età, per cui il pensionato che voglia impegnare una quota del proprio cedolino mensile, non potrà superare gli 89 anni compiuti al termine del periodo del piano di ammortamento.

Un’altra considerazione, sempre in merito all’età, è l’ipotesi di premorienza, da cui l’ente erogante si tutela con la possibilità di indagini mediche, ovvero presentazione di certificati idonei a comprovare lo stato di salute ottimale del richiedente, nonché obbligando la sottoscrizione di una polizza vita caso morte per non patire perdite o eventuali recuperi.

Cessione del quinto e i prestiti pensionati del settore pubblico e privato

L’estensione del diritto alla cessione del quinto ai dipendenti privati ha, di conseguenza, comportato la fruibilità di tale diritto anche ai lavoratori in quiescenza dello stesso settore.

In tal senso l’isituto di credito preferenziale al pensionato per l’ottenimento del credito richiesto, sulla scorta di valutazioni di convenienza o poiché già deputato all’accredito degli emolumenti pensionistici, favorirà il richiedente con un iter rapido, in cui egli produrrà la sola presentazione del cedolino pensionistico, relativi documenti di identità e CUD.

Grazie ad accordi in convenzione che la maggior parte di banche o finanziarie stipulano con l’INPS, la cessione del quinto ai pensionati privati gode di un trattamento vantaggioso in termini di tassi di interesse e spese, di gran lunga più convenienti rispetto ad un prestito personale tradizionale.

L’immediatezza sta nella finalità cui è sottoposto quest’ultimo rispetto alla cessione del quinto inoltre, per il pensionato, la tutela massima di garanzia per l’istiuto erogante di far affidamento su un terzo soggetto di massima solvibilità, ossia l’ente pensionistico, che garantirà mensilmente il pagamento di quanto detratto direttamente sulla pensione.

Per i pensionati del settore pubblico, ossia gestiti da INPS ex-INPDAP, la cessione del quinto della pensione, conosciuta come prestito pluriennale garantito come per quelli privati, avviene a patto gli stessi siano iscritti alla gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali, concedendo loro la possibilità che sia lo stesso ente previdenziale a corrispondere il prestito richiesto.

Il tutto nell’ottica di un finanziamento a tasso fisso a rate costanti, la cui convenienza ha decretato la cessione del quinto come formula di maggior successo di indebitamento personale, per pensionati e non.

Prestiti pensionati, per quanti anni?

Solitamente la cessione del quinto sulla pensione ha un tempo variabile fra i cinque e i dieci anni, sempre tenuto conto dell’età del richiedente, con un massimo erogabile calcolato su parametri come la soglia di sopravvivenza minima, ossia quel limite fissato annualmente dal governo per garantire una vita dignitosa al soggetto.

Altre valutazioni vengono fatte sulla scorta di eventuali pregressi del richiedente, qualora sia o sia stato soggetto a procedure di ordine giudiziario quali la levata di protesto o l’atto di pignoramento, ovvero segnalato al CRIF, che potrebbero modificare la sua capacità debitoria o pesare sul suo storico, fattori che inficiano la stessa capacità reddituale pensionistica.