Cessione del quinto cattivi pagatori

Il trend economico incerto degli ultimi anni in Italia ed in tutta l’Eurozona ha sprigionato effetti negativi anche sull’economia reale, con una minor circolazione di denaro e risparmi nonché una ferrea stretta sul credito da parte degli istituti competenti ai nuclei familiari in cerca di prestiti e liquidità. Sempre più spesso si verifica che chi ottiene un prestito, considerato il medesimo andamento congiunturale altalenante, non riesca a corrispondere regolarmente alle rate a cui viene sottoposto andando di fatto a macchiare il proprio DNA creditizio, venendo etichettato come cattivo pagatore.

Cessione del quinto principale via d’accesso al credito

a) Requisiti

Il prestito con cessione del quinto è una delle poche soluzioni percorribili per il cattivo pagatore ed il contraente protestato, a meno che non richieda l’accesso a nuovo credito nominando una figura garante o richieda un prestito delega. La soluzione più diffusa per ottenere un nuovo credito è il prestito mediante cessione della quinta parte del proprio stipendio o della proprio cedolino pensionistico, uno strumento valido ed estendibile solo a dipendenti pubblici e dipendenti privati in possesso di un contratto a tempo indeterminato (oppure che abbiano un contratto a tempo determinato ma con i termini del prestito che si concludono all’interno delle tempistiche del contratto di lavoro) oppure ai pensionati, il che esclude automaticamente dalla forma di prestito lavoratori autonomi e liberi professionisti.

b) Documentazione richiesta

Prima che tale formula di prestito venga certificata ed erogata, l’istituto creditizio richiede una serie di documenti a prova dell’effettivo status economico e sociale del dipendente: un documento di identità in corso di validità, il codice fiscale, il CUD, almeno le ultime tre buste paga (in alternativa in caso di soggetto richiedente che ha già raggiunto l’età pensionistica, verranno richiesti gli ultimi tre cedolini della pensione), il certificato di stipendio rilasciato dal datore di lavoro o il certificato pensionistico rilasciato dall’ente preposto.

Erogazione della quinta parte dello stipendio o pensione

a) Come funziona?

Il funzionamento previsto dalla metodologia di cessione del quinto prevede al contraente di rateizzare progressivamente la somma concessa con delle trattenute che avvengono alla fonte, direttamente sulla propria busta paga da parte del proprio datore di lavoro, per una quota non superiore al venti per cento dell’importo netto sottoscritto nella stessa busta paga. L’entità del prestito complessivo erogato sarà certamente commisurata allo stipendio o alla pensione percepita dal richiedente, dunque il potenziale contraente che intenda richiedere una somma particolarmente elevata anche solo per esigenze necessarie e strettamente motivate, difficilmente potrà ottenere quanto desiderato.
Per un ente creditizio questa metodologia – posto che sussistano i requisiti sopra descritti – è particolarmente valida in quanto è un rimborso che avviene alla fonte, dunque sarà compito del datore di lavoro provvedere al pagamento della rata all’ente creditizio nel momento in cui viene prodotto ed emesso il cedolino dello stipendio; nel pieno rispetto della Legge Finanziaria del 2005, il datore di lavoro deve necessariamente assumere questo ruolo e queste funzioni, non può esimersi dal pagare l’importo concordato all’istituto erogatore.

b) Copertura assicurativa

Alla stipula del prestito cessione del quinto, l’istituto di credito che erogherà la somma solitamente richiede la sottoscrizione di una polizza assicurativa ad esclusiva tutela degli interessi dello stesso ente; con tale copertura assicurativa, la banca o altro ente erogatore si tutela nel caso in cui il contraente venisse a mancare senza aver completato il rimborso rateizzato che gli è stato concesso (cosiddetta polizza ‘rischio vita’) e nel caso di rischio impiego, ovvero se il contraente non riesca a restituire quanto gli è stato concesso entro i termini concordati in quanto il rapporto lavorativo con l’azienda è terminato o perchè l’azienda ha completato il proprio ciclo di vita economico uscendo definitivamente da ogni mercato ed ogni logica di business.

Come valutare la convenienza del prestito

La valutazione della convenienza della cessione del quinto passa per l’analisi di due parametri fondamentali:

a) TAN

E’ il Tasso Annuo Nominale espresso in percentuale che identifica il tasso di interesse che l’istituto applica sul prestito in erogazione, quindi rappresenta di fatto il surplus che il contraente dovrà corrispondere complessivamente, al netto della quota capitale.

b) TAEG

E’ il Tasso Annuo Effettivo Globale espresso anch’esso in percentuale che indica quanto verrà a costare complessivamente il finanziamento al contraente considerato l’ammontare del prestito di cui usufruirà: questo valore racchiude altri voci di costo da sostenere quale la valorizzazione delle spese di istruttoria, commissioni bancarie, altri oneri finanziari ed assicurazioni.
L’analisi di questo valore propone al contraente una valutazione più completa e dettagliata.

Vantaggi e svantaggi 

a) Vantaggi

Il vantaggio principale di questa metodologia di prestito è l’elevata possibilità che il richiedente ottenga il finanziamento, condizione da non sottovalutare trattandosi di cattivi pagatori o protestati; altro aspetto positivo è la durata del prestito che abitualmente si estende fino a dieci anni, quindi permette al richiedente una rateizzazione comoda e sostenibile.
Tra i vantaggi vi è la possibilità di estinzione anticipata del prestito dove l’istituto di credito assicura al cliente il recupero degli interessi che non sono maturati e la rinnovabilità del prestito purché siano trascorsi almeno due quinti – quindi un 40% del progetto totale di ammortamento – della durata concordata con l’istituto di credito; ciò significa che se il cliente ha richiesto una cessione del quinto con lunghezza 120 mesi, potrà richiedere il rinnovo ed il miglioramento delle condizioni di finanziamento non prima di 48 mesi.

b) Svantaggi

Lo svantaggio principale di un prestito mediante cessione della quinta parte del proprio stipendio o della propria pensione sia l’impossibilità di accesso per tutti coloro che possiedono partita IVA, sono lavoratori autonomi o liberi professionisti per la quale manca una vera e propria offerta.
Altro aspetto potenzialmente negativo per il richiedente consiste nella quota di prestito che viene concessa spesso ritenuta esigua per le esigenze del contraente; non sempre infatti la cessione del quinto prevede la piena copertura delle spese maturate dal pensionato o dal lavoratore dipendente, considerato che la stima massimale del prestito si basa sullo stipendio netto percepito