Cessione del quinto findomestic

La cessione del quinto Findomestic

Cessione del quinto Findomestic: una soluzione trasparente e semplice alla portata di tutti

Chi è Findomestic e quali sono i vantaggi di scegliere un leader nel settore dei finanziamenti

Da anni la società finanziaria Findomestic si pone come uno degli interlocutori principali per i consumatori interessati a contrarre un finanziamento. Operando da diversi decenni nel settore del credito è riuscita a ritagliarsi nel tempo lo spazio per diventare uno dei più grandi player italiani del settore. Oltre alla grande offerta di soluzioni personalizzate, in grado di ritagliare perfettamente la proposta di finanziamento sulle esigenze del cliente, la società Findomestic propone un’ottima soluzione anche per la cessione del quinto dello stipendio, che viene attivata a condizioni particolarmente vantaggiose. Scopriamo insieme quali sono e come richiederla.

Le caratteristiche della cessione del quinto dello stipendio con Findomestic

La cessione del quinto di Findomestic è una tipologia di finanziamento concedibile ad una specifica categoria professionale, ovvero ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, con delle specifiche convenzioni attivate per i dipendenti della pubblica amministrazione. Scopriamo insieme tutte le caratteristiche di questa tipologia di finanziamento.

La cessione del quinto dello stipendio è un finanziamento che, rispettati tutti i requisiti è piuttosto semplice da ottenere, dal momento che la garanzia del rimborso del capitale finanziato dalla compagnia, viene data mediante una trattenuta alla fonte dalla busta paga, per attivare la quale può essere necessario un accordo con il proprietario della ditta presso la quale eserciti la tua attività professionale.

Dal punto di vista burocratico nessun onere è previsto in capo al richiedente il finanziamento; piuttosto sarà necessario presentare per l’istruttoria della pratica tutta la documentazione reddituale richiesta, avendo cura di non omettere nulla, soprattutto rispetto alla sostenibilità della rata del finanziamento che, per questa tipologia di prodotto, non potrà eccedere la misura del 20% dello stipendio netto in busta paga, ovvero il corrispondente di un quinto di quell’importo, da cui questa tipologia di credito prende appunto il nome.

Successivamente all’erogazione, il piano di rimborso del prestito si attiva automaticamente senza necessità di procedere con alcuna comunicazione al proprio datore di lavoro, che tratterrà l’importo ricorrente mensilmente dalla busta paga e provvederà a trasferirlo con modalità di pagamento tracciabile, direttamente alla tesoreria della finanziaria che ha erogato il prestito e a cui compete il rimborso.

Cessione del quinto Findomestic: alcuni dettagli

Dal punto di vista dei costi, la cessione del quinto Findomestic si caratterizza per essere particolarmente vantaggiosa; ai clienti è riservata di volta in volta una nuova promozione, per incentivare la domanda di credito, agevolata anche dal periodo finanziario di bassi tassi di interesse. La proposta di Findomestic di questo periodo, in relazione alla cessione del quinto dello stipendio, dura sino al 2 Luglio prossimo e può essere attivata presso qualsiasi agenzia del gruppo presente sul territorio. Un elenco delle agenzie Findomestic della tua zona è disponibile direttamente online, collegandoti al portale della finanziaria.

L’offerta proposta in questo periodo può vantare delle condizioni particolarmente vantaggiose, applicando un tasso fisso a tutta la durata del finanziamento che arriva al massimo al 5,95 di tasso effettivo globale e al 5,80 di TAN. Un esempio di calcolo pratico prevede che, a fronte dell’erogazione di un finanziamento di 16mila euro, il piano possa essere rimborsato in 120 rate da 176 euro al mese, per un costo totale dell’operazione di 5120 euro, oltre il controvalore finanziato. L’offerta si caratterizza per essere particolarmente conveniente e può essere proposta a queste condizioni principalmente per il fatto che la cessione del quinto è un finanziamento garantito dal cedolino della busta paga o della pensione, pertanto per la finanziaria i rischi connessi al credito si riducono drasticamente.

Quali sono i vantaggi per il cliente che sceglie la cessione del quinto Findomestic?

Dal punto di vista gestionale, i vantaggi connessi alla scelta di un finanziamento di questo tipo, quando in possesso dei requisiti per richiederlo, sono molteplici e possono essere riassunti in:

  • Nessun costo di gestione o apertura della pratica
  • Nessuna necessità di dover ricordare la scadenza della rata o dei bollettini da pagare, dal momento che l’addebito avviene direttamente in busta paga
    Tassi maggiormente vantaggiosi in virtù dell’elevata solvibilità del credito finanziato
  • Nessuna spesa accessoria, né di passaggio delle rate.
  • I servizi messi a disposizione dal portale online Findomestic: richiedere una cessione del quinto è ancora più semplice

    Il portale online di Findomestic si caratterizza per essere uno dei siti web più all’avanguardia attualmente disponibili in Italia per questo settore; al suo interno sono ben evidenziate tutte le offerte e le promozioni riservate dalla società a chi ha bisogno di credito ed è inoltre presente una sezione specifica dedicata ai clienti che hanno già contratto il prestito, attraverso la quale è possibile prendere visione dell’informativa periodica o informarsi sullo stato di rimborso delle rate.

La richiesta di cessione del quinto può essere avviata anche direttamente dal portale online; sarà necessario compilare i dati richiesti dal format Findomestic presente sul sito e un operatore ti contatterà quanto prima per concordare con te un appuntamento presso una agenzia sul territorio, oppure ti proporrà di perfezionare la pratica al telefono, dopo averti riepilogato nel dettaglio le caratteristiche del prestito e aver risposto alle tue eventuali domande e ai tuoi dubbi.

Subito dopo la fase di raccolta della domanda, la pratica viene notificata – se il parere è positivo – direttamente presso la tua azienda, che predisporrà gli opportuni accorgimenti per trasferire l’importo della rata dalla tua busta paga, direttamente alla finanziaria.

Quali sono le garanzie da presentare per una cessione del quinto findomestic? 

Cessione del quinto findomestic, non è prevista la presentazione di nessuna garanzia aggiuntiva; a garantire per te ci pensa la tua busta paga. Per sua natura questa particolare tipologia di prestito non è cointestabile e non sarà necessaria la firma del coniuge, qualora l’avessi, o la presentazione di un fideiussore. Assieme al prodotto, sarà necessario sottoscrivere una polizza sulla vita in grado di tutelare la finanziaria in caso da morte per infortunio o malattia, o eventuale incapacità sopraggiunta di rimborsare il debito contratto.

Cessione del quinto dello stipendio

Cessione del quinto dello stipendio: che cos’è e come richiederla

La cessione del quinto dello stipendio è una particolare tipologia di finanziamento che rientra nella categoria del cosiddetto credito al consumo. Con questa definizione si caratterizzano tutti i prestiti erogati da banche ed altre istituzioni finanziarie che vengono accordati alla clientela con finalità personali, ovvero che prescindono dall’attività professionale eventualmente esercitata. Questo credito, una volta accordato, può essere utilizzato senza limitazioni ed una delle particolarità principali che lo caratterizza è il fatto che il regolamento della rata mensile necessaria a rimborsare il prestito, viene prelevata direttamente dallo stipendio periodico del cliente che decide di attivare il finanziamento.

In virtù delle sue specificità, il finanziamento mediante cessione del quinto dello stipendio è riservato ad alcune categorie di lavoratori ed è necessario conoscerne bene i requisiti prima di richiederlo, pena il mancato accoglimento della pratica che, se non viene accordata perché il richiedente non ha tutti i requisiti, genera automaticamente la segnalazione del rifiuto alla Centrale Allarmi Interbancari sulla posizione del cliente.

Ma quali sono le cose che è necessario sapere per informarsi adeguatamente, prima di procedere alla richiesta per l’accensione di un finanziamento con la cessione del quinto dello stipendio? Scopriamolo insieme.

Le caratteristiche principali di una cessione del quinto

Il nome con il quale questa particolare tipologia di finanziamento è conosciuta deriva dal fatto che, per avere accesso al credito, è necessario che la rata da sostenere mensilmente non ecceda il rapporto rata – reddito individuato nella misura massima del 20% della retribuzione mensile del richiedente, ovvero nella misura di un quinto del suo salario. Questo primo e fondamentale aspetto chiarisce sin da subito quale perimetro di clientela dispone dei requisiti di richiedibilità giusti per ottenere la liquidita: innanzitutto il lavoratore deve essere in regola dal punto di vista contrattuale e percepire uno stipendio con cadenza mensile ed emissione della busta paga da parte del datore di lavoro presso il quale presta la sua opera. La cessione del quinto è inoltre accessibile anche dai clienti pensionati, che così come i lavoratori dipendenti, percepiscono un importo mensile sul quale può essere effettuato il calcolo. La durata contrattuale del credito spesso è piuttosto lunga; si va da un minimo di 24 mesi fino ad arrivare ad un massimo di 120. Una limitazione per i clienti pensionati che decidano di accedere a questa forma di finanziamento è data dalla loro età; il pensionato, infatti, perché la sua richiesta di cessione del quinto venga accettata, spesso vengono posti dei limiti all’età che dovrà avere alla scadenza del prestito. Spesso questo limite è fissato 90 anni compiuti; se il pensionato richiedente rispetta questo requisito allora ci sono buone probabilità che la pratica di finanziamento venga accettata dall’istituto di credito senza particolari problematiche. Il limite di età può essere esteso sino a 95 anni grazie alle garanzie prestate agli istituti dal fondo previdenziale INPDAP, che in alcuni casi può impegnarsi a garantire il completamento del prestito, al verificarsi di alcuni accadimenti al titolare del debito.

L’assicurazione Credit Protection: un valido aiuto in caso di necessità

I sottoscrittori di un prestito con cessione del quinto dello stipendio, all’atto dell’istruttoria della pratica dovranno sottoscrivere una polizza vita in grado di tutelarli nel caso si verificassero eventi infausti, che dovessero impattare sulla capacità del debitore di rimborsare quanto dovuto alla finanziaria come ad esempio un infortunio, una grave malattia o addirittura la morte. In questi casi la polizza interviene per saldare il resto del debito e costituisce una garanzia sia per il debitore che per l’istituto di credito che si assume il rischio credito. Da un lato impedisce che il debito venga trasferito agli eredi in caso di morte, dall’altro tutela l’istituto consentendogli di essere più flessibile nell’erogazione del prestito perché la polizza agisce come una sorta di paracadute, riducendo il rischio insolvenza del debitore.

A chi si rivolge la cessione del quinto dello stipendio

Il finanziamento ottenuto attraverso la cessione del quinto può essere erogato a tutti i soggetti che esercitano una professione pubblica o privata, a patto che siano regolarmente inquadrati; nel caso del dipendente pubblico, accettare la pratica si rivela particolarmente semplice per l’istituto erogante, dal momento che la trattenuta della rata avviene direttamente sul cedolino o sulla busta paga. Nel caso, invece, dell’accensione di una cessione del quinto per un dipendente del settore privato è necessaria, successivamente alla fase preliminare di raccolta dei dati e di istruttoria della pratica, una puntuale valutazione delle garanzie prestate dal debitore e dalla società presso la quale esercita la sua professione.

Quali sono gli impegni che il datore di lavoro deve mantenere

All’atto dell’accensione di una cessione del quinto e, dal momento che le rate per onorare il finanziamento vengono prelevate direttamente dalla busta paga del debitore, il suo datore di lavoro dovrà assolvere ad alcune funzioni in qualità di conduttore del rapporto di lavoro. La sottoscrizione della cessione del quinto da parte del dipendente, obbliga di fatto il suo datore di lavoro ad assolvere a due specifici obblighi previsti dalla normativa vigente in materia:

Il datore dovrà trattenere dalla busta paga del suo dipendente la quota mensile necessaria a rimborsare il prestito secondo il piano di ammortamento indicato in sede di stipula; subito dopo, il datore di lavoro dovrà provvedere ad inoltrare alla banca erogante la somma trattenuta. Tuttavia, il datore di lavoro non è responsabile del corretto pagamento della rata bensì figura come un intermediario incaricato dallo Stato a svolgere questo servizio. Se il rapporto di lavoro si interrompe e la busta paga del dipendente debitore non viene più emessa, non sussiste nemmeno per il datore di lavoro l’obbligo di continuare a corrispondere le rate per onorare il prestito.

L’altro compito del datore di lavoro consiste nel trattenere tutto quanto maturato dal dipendente nel suo periodo di prestazione di servizio e consegnarlo alla banca che ha erogato il finanziamento; questo importo servirà per estinguere – in tutto o in parte – quanto finanziato al debitore. Le somme che vengono trattenute sono prese principalmente dalla liquidazione – TFR – dalle ferie non godute e dall’ultimo stipendio in corso di maturazione. Il debitore dimissionario e insolvente non avrà diritto alla tredicesima mensilità, che verrà utilizzata al pari di tutti gli altri crediti detenuti in azienda, al fine di ripianare quanto più è possibile la situazione debitoria del cliente.

Prestito Delega o Doppio Quinto

Prestiti delega o finanziamento con delega di pagamento: scopri tutto quello che c’è da sapere

Il prestito delega o doppio quinto è una forma di finanziamento erogata dagli istituti di credito italiani e normata dalla legge, che in alcune sue specificità ed in alcuni suoi aspetti richiama le regole che sono alla base el funzionamento della cessione del quinto dello stipendio. Si tratta di un finanziamento da ascrivere alla categoria del credito al consumo e grazie al quale è possibile finanziare progetti anche a medio lunga scadenza – minimo 24 mesi, massimo 120 mesi). Anche in questo caso, così come per la cessione del quinto dello stipendio, la trattenuta viene effettuata direttamente in busta paga ad opera del datore di lavoro. Perché l’operazione di prestito delega di pagamento sia effettuabile, però, a differenza della classica cessione del quinto è necessario che tra il datore di lavoro e l’istituto erogante il credito sussista una specifica convenzione. Normalmente questa prassi è necessaria per i lavoratori che prestano servizio presso strutture private, mentre per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni questo accorgimento non è necessario e la delega di pagamento viene accettata anche senza la presenza di una convenzione specifica e senza particolari procedure di approvazione.

Da questa descrizione preliminare è già delineabile il profilo che i richiedenti questa particolare tipologia di finanziamento dovranno avere per poter accedere al credito. Nello specifico, è necessario essere dipendenti di una amministrazione statale o di una azienda privata, con contratto regolarmente registrato, affinché l’importo della rata necessario per erogare il finanziamento possa essere prelevato direttamente dalla busta paga del soggetto debitore. Sia il mancato accoglimento della pratica – per l’assenza dei requisiti necessari ad accedere al credito – sia l’eventuale incaglio della posizione a causa di rate non pagate, sono occorrenze che vengono iscritte in uno specifico database atto a valutare i rischi dei potenziali clienti delle banche e degli altri istituti finanziari che erogano credito al consumo. Ma quali sono le caratteristiche di un prestito delega di pagamento? Scopriamo insieme i dettagli di questa interessante opportunità di finanziamento.

Le specifiche del prestito con delega di pagamento

Una delle particolarità principali di questa tipologia di finanziamenti è data dal fatto che, se con la cessione del quinto, il rapporto rata – reddito sulla base del quale valutare la sostenibilità del finanziamento per il cliente prevede una soglia di un quinto dello stipendio, per il prestito delega valgono delle regole meno restrittive che consentono di arrivare sino al 50% di questo rapporto, consentendo quindi un margine molto più ampio di manovra al richiedente, per realizzare i suoi progetti.

Dal punto di vista tecnico, questa tipologia di finanziamento si caratterizza per essere a firma univoca (potrà essere solamente monointestato, non prevedendo le classiche opzioni di cointestazione del credito) e, affinché il prestito delega possa essere correttamente deliberato è necessaria l’approvazione specifica del datore di lavoro. Il finanziamento con delega di pagamento può essere sottoscritto unicamente nella versione a tasso fisso, non essendo prevedibile l’andamento dei tassi futuri, a fronte della necessità di mantenere sempre costante l’importo dell’impegno finanziario che il debitore dovrà sostenere per la durata del finanziamento. L’operazione viene sempre completata con la stipula di una polizza a protezione del credito erogato, che copre il debitore nel caso in cui dovessero verificarsi circostanze spiacevoli che gli impedirebbero di onorare serenamente il prestito, come ad esempio una malattia, un infortunio grave o anche la morte. L’istituto di credito, in qualità di beneficiario dell’assicurazione, si vedrà in questo modo garantita la possibilità di rientrare delle somme finanziate, mentre il debitore sarà sicuro che il suo finanziamento non graverà mai sul suo asse ereditario in caso di dissesto dovuto ad una circostanza imprevista. Il prestito delega dura al massimo 120 mesi e sono molte le compagnie finanziarie e le banche che possono erogarlo, occupandosi di gestire tutto l’iter burocratico a coredo della pratica di prestito.

Coesistenza con cessione del quinto

Date le sue caratteristiche un prestito delega di pagamento può essere tranquillamente affiancato ad una cessione del quinto già in corso, purché insieme le due rate non eccedano il rapporto del 50% tra rata sostenuta e reddito dichiarato. Un’altra particolarità di questa tipologia di finanziamento è data dal fatto che può essere erogato anche in presenza di segnalazioni negative passate o incagli. Trattandosi di un credito sul quale a prestare la garanzia non è soltanto il debitore, ma anche il soggetto delegato al pagamento, i rischi connessi all’operazione sono molto minori per l’istituto che decide di erogare il credito, pertanto anche una situazione in sofferenza può essere opportunamente rifinanziata effettuando questa richiesta.

Prestito delega, come accedere al credito: la procedura da seguire

La pratica per l’accensione del prestito delega di pagamento viene istruita direttamente presso la filiale dell’istituto prescelto dal debitore, che si occupa della totalità delle azioni da intraprendere – sia in termini di controlli sul debitore che di verifiche sul suo datore di lavoro – senza generare impegni per il cliente, che è solamente obbligato, pena sanzioni e annullamento della pratica, a fornire all’istituto erogante informazioni veritiere e quanto più aderenti possibili alla situazione patrimoniale reale sua e del suo nucleo familiare.

Gli impegni del datore di lavoro nel regolamento del rapporto di debito
Il datore di lavoro non ha particolari obblighi dal punto di vista legale se non il fatto di essere incaricato della corresponsione puntuale delle rate all’istituto erogante per mezzo di trasferimenti tracciabili, dopo aver provveduto a trattenere gli importi di competenza direttamente dalla busta paga o dal cedolino del dipendente. Dal punti di vista amministrativo, il datore di lavoro, in caso di interruzione del rapporto, non ha più nessun obbligo nei confronti dell’istituto che, a quel punto dovrà rivalersi direttamente sul debitore oppure attivare, in caso di perdita dell’impiego per circostanze che non riguardano direttamente il dipendente, le procedure per accedere all’indennizzo assicurativo previsto per il prestito delega in questi casi.

Prestiti INPDAP

Tra le forme di finanziamento più diffuse nel nostro Paese rivestono un ruolo importantissimo i prestiti INPDAP o, più esattamente, con la soppressione dell’Istituto Nazionale della Previdenza e Assistenza per i dipendenti dell’Amministrazione Pubblica e il passaggio delle sue funzioni all’INPS (DDL 201/2011 – Decreto Salva Italia), i prestiti INPDAP. In seguito a questo provvedimento, infatti, l’erogazione dei finanziamenti INPDAP è stata trasferita al più importante ente del sistema pensionistico italiano. Oggi, quindi, quando parliamo di ex INPDAP ci riferiamo alla Gestione dei Dipendenti Pubblici dell’INPS. Fatta la doverosa precisazione, ora andiamo ad esaminare più da vicino il funzionamento, le tipologie e la domanda per richiedere i prestiti  INPDAP.

Prestito INPDAP: come funziona

Queste forme di prestito a tasso di interesse agevolato sono rivolte esclusivamente ai lavoratori e ai pensionati pubblici e statali regolarmente iscritti alla gestione ex INPDAP e vengono concessi con la modalità della cessione del quinto. In parole semplici, con la cessione del quinto dello stipendio o della pensione, l’importo della rata da corrispondere mensilmente per rimborsare il finanziamento ottenuto non può essere superiore al 20% dello stipendio o della pensione percepito dall’interessato al netto delle ritenute. Esistono due forme di prestito: i finanziamenti erogati dall’INPS e quelli proposti dagli istituti di credito, questi ultimi regolati da una specifica convenzione. Forme di prestiti  INPDAP di importi contenuti e di breve durata, e prestiti inpdap pluriennali.

Piccoli Prestiti INPDAP

Il piccolo prestito, erogato direttamente dall’INPS, è caratterizzato dalla breve durata. L’accesso a questa particolare forma di finanziamento è consentito ai dipendenti e ai pensionati del settore pubblico. Stiamo parlando di un prestito personale senza vincolo di destinazione, di conseguenza la somma ottenuta può essere investita liberamente. Il TAN (Tasso Interesse Annuo) per il 2018 è pari al 4,25%, mentre per il calcolo del TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) è necessario aggiungere alcuni costi. Come è evidente, il tasso annuo applicato ai piccoli prestiti INPDAP è favorevole se confrontato ad altri tassi di mercato. La rata mensile da pagare mensilmente per restituire il prestito è costante, mentre l’importo massimo che è possibile ottenere con il piccolo prestito dipende dal proprio stipendio o dalla propria pensione. Trattandosi di un prestito di entità ridotta, gli importi richiedibili sono pari a uno, due, tre o quattro mensilità, da restituire rispettivamente in 12, 24, 36 o 48 mesi. Quando l’interessato non ha in corso nessun’altra trattenuta, può anche fare richiesta per importi raddoppiati.

Prestito Pluriennale Diretto

Una forma di finanziamento disposta direttamente dall’INPS ai lavoratori dipendenti ex INPDAP. Ai fini del prestito servono determinati requisiti:

  • contratto a tempo indeterminato;
  • iscrizione alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;
  • almeno 4 anni di anzianità lavorativa e 4 anni di versamenti contributivi alla Gestione Unitaria.

I dipendenti assunti con contratto a tempo determinato, di almeno 3 anni, possono accedere al finanziamento in questione solo attraverso la cessione del TFR. La durata del prestito è quinquennale o decennale e il finanziamento è finalizzato, cioè la somma così ottenuta deve essere utilizzata per acquistare uno specifico bene o servizio. Alcune motivazioni, ai fini dell’ottenimento del finanziamento, sono riconducibili al matrimonio, all’acquisto della casa, alla ristrutturazione o all’acquisto di un’auto. Per ottenere il Prestito Pluriennale bisogna presentare la documentazione attestante la necessità del finanziamento e la somma erogabile è direttamente legata al tipo di spesa da finanziare. Il finanziamento quinquennale va restituito in 60 rate mensili, mentre il prestito decennale va rimborsato attraverso 120 rate mensili.

Prestiti INPDAP Pluriennali Garantiti

Il Prestito Pluriennale Garantito viene erogato dalle banche o dalle finanziarie in seguito alla stipula di un’apposita convenzione. Sono finanziamenti garantiti in quanto l’INPS copre i rischi di decesso, la riduzione dello stipendio oppure la perdita del lavoro del dipendente interessato. Possono accedere a questa forma di prestito i lavoratori dipendenti pubblici e statali iscritti alla Gestione Unitaria, ancora in servizio e con almeno 4 anni utili ai fini pensionistici. Trattasi di prestiti inpdap attraverso la cessione del quinto e con la restituzione che avviene direttamente con la trattenuta in busta paga. In base alla banca o alla finanziaria, cambia il tasso di interesse applicato. In questo caso è opportuna un’indagine di mercato per esaminare le differenti proposte degli istituti di credito, partendo sempre dall’analisi del TAEG, l’indicatore del costo effettivo del finanziamento perché comprensivo del TAN e dei costi accessori. Con il Prestito Pluriennale Garantito, in aggiunta agli interessi e ai costi da rimborsare all’istituto di credito, è previsto il versamento all’Istituto Nazionale Previdenza Sociale delle spese di amministrazione e del premio legato ad eventuali rischi di insolvenza.

Domanda, beneficiari e tempi

Per presentare la richiesta di prestito ex INPDAP occorre compilare uno specifico modello, da ritirare direttamente presso lo sportello o scaricabile online dal sito ufficiale dell’INPS. Una volta stampato e compilato il modello in ogni sua parte, lo stesso deve essere inoltrato all’ INPS secondo le modalità previste. Oltre al modulo di domanda, per il buon fine della richiesta di prestito, è necessario presentare in allegato la documentazione occorrente, diversa a seconda della tipologia creditizia.

I prestiti INPDAP possono essere richiesti dai dipendenti statali, dai dipendenti degli enti locali (Comune, Provincia, Regione, ASL, Ospedale), dai dipendenti ministeriali, dai dipendenti delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine.

I tempi di attesa si aggirano generalmente intorno ai 60 gg. dalla ricezione della richiesta per il piccolo prestito e intorno ai 90 gg. per quanto riguarda il prestito pluriennale. In tutti i casi, i finanziamenti vengono concessi compatibilmente con le risorse economiche previste ogni anno nel bilancio dell’Istituto per l’attività creditizia.

Per valutare scrupolosamente la reale convenienza di un prestito ex INPDAP, come detto in precedenza, è buona regola confrontare il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) con quello proposto con altre forme di finanziamento.

Prestiti INPDAP Iscrizione nel Registro dei Protestati

Qualora il beneficiario di prestiti INPDAP non dovesse rimborsare una o più rate del finanziamento, alla pari di quello che succede con le altre forme di prestito, potrebbe subire la segnalazione alle Centrale Rischi ed essere iscritto nel Registro dei Protestati. Un’iscrizione come cattivo pagatore i cui tempi dipendono dalla natura del finanziamento e dalla gravità dell’insolvenza. Scaduti i termini, solitamente compresi tra 1 e 3 anni, il nominativo del cattivo pagatore automaticamente sarà cancellato dagli archivi delle Centrali Rischi.

Cessione del quinto cattivi pagatori

Il trend economico incerto degli ultimi anni in Italia ed in tutta l’Eurozona ha sprigionato effetti negativi anche sull’economia reale, con una minor circolazione di denaro e risparmi nonché una ferrea stretta sul credito da parte degli istituti competenti ai nuclei familiari in cerca di prestiti e liquidità. Sempre più spesso si verifica che chi ottiene un prestito, considerato il medesimo andamento congiunturale altalenante, non riesca a corrispondere regolarmente alle rate a cui viene sottoposto andando di fatto a macchiare il proprio DNA creditizio, venendo etichettato come cattivo pagatore.

Cessione del quinto principale via d’accesso al credito

a) Requisiti

Il prestito con cessione del quinto è una delle poche soluzioni percorribili per il cattivo pagatore ed il contraente protestato, a meno che non richieda l’accesso a nuovo credito nominando una figura garante o richieda un prestito delega. La soluzione più diffusa per ottenere un nuovo credito è il prestito mediante cessione della quinta parte del proprio stipendio o della proprio cedolino pensionistico, uno strumento valido ed estendibile solo a dipendenti pubblici e dipendenti privati in possesso di un contratto a tempo indeterminato (oppure che abbiano un contratto a tempo determinato ma con i termini del prestito che si concludono all’interno delle tempistiche del contratto di lavoro) oppure ai pensionati, il che esclude automaticamente dalla forma di prestito lavoratori autonomi e liberi professionisti.

b) Documentazione richiesta

Prima che tale formula di prestito venga certificata ed erogata, l’istituto creditizio richiede una serie di documenti a prova dell’effettivo status economico e sociale del dipendente: un documento di identità in corso di validità, il codice fiscale, il CUD, almeno le ultime tre buste paga (in alternativa in caso di soggetto richiedente che ha già raggiunto l’età pensionistica, verranno richiesti gli ultimi tre cedolini della pensione), il certificato di stipendio rilasciato dal datore di lavoro o il certificato pensionistico rilasciato dall’ente preposto.

Erogazione della quinta parte dello stipendio o pensione

a) Come funziona?

Il funzionamento previsto dalla metodologia di cessione del quinto prevede al contraente di rateizzare progressivamente la somma concessa con delle trattenute che avvengono alla fonte, direttamente sulla propria busta paga da parte del proprio datore di lavoro, per una quota non superiore al venti per cento dell’importo netto sottoscritto nella stessa busta paga. L’entità del prestito complessivo erogato sarà certamente commisurata allo stipendio o alla pensione percepita dal richiedente, dunque il potenziale contraente che intenda richiedere una somma particolarmente elevata anche solo per esigenze necessarie e strettamente motivate, difficilmente potrà ottenere quanto desiderato.
Per un ente creditizio questa metodologia – posto che sussistano i requisiti sopra descritti – è particolarmente valida in quanto è un rimborso che avviene alla fonte, dunque sarà compito del datore di lavoro provvedere al pagamento della rata all’ente creditizio nel momento in cui viene prodotto ed emesso il cedolino dello stipendio; nel pieno rispetto della Legge Finanziaria del 2005, il datore di lavoro deve necessariamente assumere questo ruolo e queste funzioni, non può esimersi dal pagare l’importo concordato all’istituto erogatore.

b) Copertura assicurativa

Alla stipula del prestito cessione del quinto, l’istituto di credito che erogherà la somma solitamente richiede la sottoscrizione di una polizza assicurativa ad esclusiva tutela degli interessi dello stesso ente; con tale copertura assicurativa, la banca o altro ente erogatore si tutela nel caso in cui il contraente venisse a mancare senza aver completato il rimborso rateizzato che gli è stato concesso (cosiddetta polizza ‘rischio vita’) e nel caso di rischio impiego, ovvero se il contraente non riesca a restituire quanto gli è stato concesso entro i termini concordati in quanto il rapporto lavorativo con l’azienda è terminato o perchè l’azienda ha completato il proprio ciclo di vita economico uscendo definitivamente da ogni mercato ed ogni logica di business.

Come valutare la convenienza del prestito

La valutazione della convenienza della cessione del quinto passa per l’analisi di due parametri fondamentali:

a) TAN

E’ il Tasso Annuo Nominale espresso in percentuale che identifica il tasso di interesse che l’istituto applica sul prestito in erogazione, quindi rappresenta di fatto il surplus che il contraente dovrà corrispondere complessivamente, al netto della quota capitale.

b) TAEG

E’ il Tasso Annuo Effettivo Globale espresso anch’esso in percentuale che indica quanto verrà a costare complessivamente il finanziamento al contraente considerato l’ammontare del prestito di cui usufruirà: questo valore racchiude altri voci di costo da sostenere quale la valorizzazione delle spese di istruttoria, commissioni bancarie, altri oneri finanziari ed assicurazioni.
L’analisi di questo valore propone al contraente una valutazione più completa e dettagliata.

Vantaggi e svantaggi 

a) Vantaggi

Il vantaggio principale di questa metodologia di prestito è l’elevata possibilità che il richiedente ottenga il finanziamento, condizione da non sottovalutare trattandosi di cattivi pagatori o protestati; altro aspetto positivo è la durata del prestito che abitualmente si estende fino a dieci anni, quindi permette al richiedente una rateizzazione comoda e sostenibile.
Tra i vantaggi vi è la possibilità di estinzione anticipata del prestito dove l’istituto di credito assicura al cliente il recupero degli interessi che non sono maturati e la rinnovabilità del prestito purché siano trascorsi almeno due quinti – quindi un 40% del progetto totale di ammortamento – della durata concordata con l’istituto di credito; ciò significa che se il cliente ha richiesto una cessione del quinto con lunghezza 120 mesi, potrà richiedere il rinnovo ed il miglioramento delle condizioni di finanziamento non prima di 48 mesi.

b) Svantaggi

Lo svantaggio principale di un prestito mediante cessione della quinta parte del proprio stipendio o della propria pensione sia l’impossibilità di accesso per tutti coloro che possiedono partita IVA, sono lavoratori autonomi o liberi professionisti per la quale manca una vera e propria offerta.
Altro aspetto potenzialmente negativo per il richiedente consiste nella quota di prestito che viene concessa spesso ritenuta esigua per le esigenze del contraente; non sempre infatti la cessione del quinto prevede la piena copertura delle spese maturate dal pensionato o dal lavoratore dipendente, considerato che la stima massimale del prestito si basa sullo stipendio netto percepito

Calcolo cessione del quinto

Come calcolare la rata relativa alla cessione del quinto

Calcolo cessione del quinto, quando si parla di cessione del quinto come di una modalità di restituzione di un prestito non finalizzato, rivolto a lavoratori dipendenti e pensionati. Quando si parla di prestito non finalizzato, l’istituto di credito non è autorizzato a richiedere la motivazione per il quale il dipendente o il pensionato richiede denaro.

Cenni sulla cessione del quinto

La cessione del quinto serve ad alcune categorie di persone che hanno avuto in passato problemi di protesto e sono considerati cattivi pagatori. Per questa ragione non è facile richiedere un prestito in banca e quindi gli istituti di credito mettono a disposizione questa opportunità, richiedendo le dovute garanzie per poter erogare liquidità a questi soggetti.

Molti sono i consumatori che si chiedono come calcolare il quinto del proprio stipendi, poiché prima di farne richiesta è necessario sapere quali sono i documenti necessari per accedervi. Inoltre è necessario sapere a quanto ammonta la detrazione dello stipendio. Il calcolo cessione del quinto non è difficile, basterà applicare alcune semplici formule per avere il risultato certo riguardo la rata da corrispondere.

Elementi utili a calcolare la cessione del quinto

Per poter calcolare in modo preciso la rata relativa alla cessione del quinto, è necessario avere la conoscenza di alcuni elementi fondamentali che torneranno utili in fase di calcolo. Diremo che, per il calcolo cessione del quinto è importante possedere in primo luogo lo stipendio o la pensione e ciò che verrà prelevato sarà al massimo un quinto della cifra totale, comprensivo degli interessi da restituire all’istituto di credito che ha erogato il prestito.

Ricordiamo però, che le regole per il calcolo cessione del quinto sono le stesse sia per i dipendenti che per i pensionati.

La cessione del quinto può essere disposta per un massimo di centoventi mesi, cioè dieci anni. Per eseguire un corretto calcolo della rata, è necessario mostrare la propria busta paga da lavoratore dipendente a tempo indeterminato oppure il cedolino della pensione.

Per quanto riguarda il salario, questo dovrà avere degli elementi fissi che andranno a caratterizzare la sua validità. Lo stipendio dovrà essere almeno il minimo stabilito dal contratto collettivo nazionale riguardante il settore di competenza nonché il livello di lavoro raggiunto. Dovranno esservi gli elementi fissi che si aggiungono al contratto collettivo, dovranno essere presenti i superminimi, gli scatti di anzianità nonché le indennità di contingenza. Si tratta di fattori che vanno nel calcolo cessione del quinto del salario netto. Sarà quest’ultimo infatti a servire al corretto calcolo cessione del quinto.

Vi sono poi elementi variabili da sottrarre allo stipendio lordo. Questi riguardano gli infortuni, malattia, straordinari, premi, ferie, permessi retribuiti, periodi di trasferta, mensa e indennità a questi servizi, trattenute previdenziali e fiscali.

Come avviene il calcolo cessione del quinto

Calcolo della rata da versare

Vediamo come calcolare la rata da versare all’istituto di credito.

Bisognerà calcolare lo stipendio netto, decurtando le voci che potrebbero variare, incidenti sulla cifra finale. Per cui, gli straordinari, i premi di produzione e gli assegni familiari vanno eliminati per il calcolo cessione del quinto.

Ottenuta la somma netta bisogna moltiplicare le mensilità ricevute in un anno, che possono essere tredici o quattordici. È necessario inoltre, compiere due divisioni per avere il risultato finale. La prima deve essere effettuata per dodici e quindi con riferimento ai mesi da pagare all’istituto di credito e l’ultima per cinque, che serve a conoscere il quinto da cedere.

È bene ricordare che l’importo della rata non potrà mai superare il quinto dello stipendio.

Come calcolare gli interessi per la cessione del quinto

Nel momento in cui si va a calcolare la cifra da richiedere, è bene tener conto anche del tasso di interesse che varia da un istituto di credito all’altro. Solo con questo calcolo cessione del quinto sarà possibile ottenere il totale netto da versare all’istituto di credito.

I tassi di interesse da corrispondere alle finanziarie sono menzionati nelle offerte, anche se le spese accessorie e le polizze obbligatorie da stipulare vengono iscritte in contratto. Per questo, prima di firmare è importante saper valutare anche l’ammontare di queste spese.

Per quanto riguarda la polizza assicurativa da stipulare, c’è da dire che questa serve ad assicurare la restituzione della cifra in caso di morte quando si parla di pensionati, in caso di perdita del lavoro se si parla di dipendenti. A ciò andrà aggiunta anche anche l’assicurazione sul prestito. Questa non è vincolante, poiché chi riceve il prestito potrà selezionare la compagnia desiderata in base alle offerte di mercato.

Importanza del TAEG per il calcolo della cessione del quinto

Nel calcolo della cessione del quinto non va mai tralasciato il TAEG. Questo include tutti i costi relativi al finanziamento e permette di avere un quadro completo relativo a ciò che dovrà essere pagato.

Senza questo dato, calcolare il quinto non è possibile.

Dopo aver effettuato il calcolo sulla rata massima da cedere alla finanziaria, si otterrà il totale lordo. In questo caso sarà necessario cercare informazioni riguardanti le detraibilità sulla somma, conoscendo i costi certi.

A chi rivolgersi per ottenere un prestito dopo aver effettuato il calcolo della cessione del quinto

È importante, per richiedere un prestito previo calcolo della cessione del quinto, affidarsi a chi possa erogare questa tipologia di finanziamento, per cui banche, imprese finanziarie autorizzate, agenti di attività finanziaria regolarmente iscritti all’albo O.A.M.

Dopo aver selezionato l’offerta più conveniente, è bene richiedere sempre un colloquio personale con l’istituto di credito, poiché su internet si possono trovare solo informazioni utili a capire qual è l’offerta più conveniente ma in filiale si potranno porre tutte le domande utili ad avere un quadro completo di tutte le spese aggiuntive relative a polizze assicurative.

Affidarsi a simulatori di calcolo cessione del quinto non è sbagliato. Questi infatti, permettono il calcolo della cessione del quinto. In questo modo si potrà avere il quadro complessivo circa la cifra da pagare. Qualora si volesse calcolare in maniera manuale l’ammontare del quinto, basterà seguire i consigli elencati sopra per avere un risultato certo sulla rata da pagare.

Prestiti pensionati

Prestiti pensionati come ottenere un prestito grazie alla cessione del quinto

Le necessità di liquidità non si esauriscono nel periodo di attività lavorativa, anzi, in virtù spesso delle difficoltà cui vanno incontro i giovani a beneficiare di fiducia da parte di istituiti di credito e finanziarie, sempre più pensionati ricorrono all’acceso al credito e quinti ai prestiti pensionati per usufruire di somme da poter destinare al soddisfacimento di bisogni personali o familiari.

La formula con cui un pensionato può garantirsi, senza troppe lungaggini burocratiche, la disponibilità liquida di cui necessita è la cessione del quinto sulla pensione che, in buona sostanza, è identificabile come un finanziamento personale non finalizzato, la cui approvazione non è sottoposta a giudizio dell’ente erogante, in quanto diritto di cui può beneficiare a proprio vantaggio.

Ovviamente i presupposti e i requisiti variano rispetto alla cessione del quinto sullo stipendio, poiché vi sono dei limiti dettati innanzitutto dall’età, per cui il pensionato che voglia impegnare una quota del proprio cedolino mensile, non potrà superare gli 89 anni compiuti al termine del periodo del piano di ammortamento.

Un’altra considerazione, sempre in merito all’età, è l’ipotesi di premorienza, da cui l’ente erogante si tutela con la possibilità di indagini mediche, ovvero presentazione di certificati idonei a comprovare lo stato di salute ottimale del richiedente, nonché obbligando la sottoscrizione di una polizza vita caso morte per non patire perdite o eventuali recuperi.

Cessione del quinto e i prestiti pensionati del settore pubblico e privato

L’estensione del diritto alla cessione del quinto ai dipendenti privati ha, di conseguenza, comportato la fruibilità di tale diritto anche ai lavoratori in quiescenza dello stesso settore.

In tal senso l’isituto di credito preferenziale al pensionato per l’ottenimento del credito richiesto, sulla scorta di valutazioni di convenienza o poiché già deputato all’accredito degli emolumenti pensionistici, favorirà il richiedente con un iter rapido, in cui egli produrrà la sola presentazione del cedolino pensionistico, relativi documenti di identità e CUD.

Grazie ad accordi in convenzione che la maggior parte di banche o finanziarie stipulano con l’INPS, la cessione del quinto ai pensionati privati gode di un trattamento vantaggioso in termini di tassi di interesse e spese, di gran lunga più convenienti rispetto ad un prestito personale tradizionale.

L’immediatezza sta nella finalità cui è sottoposto quest’ultimo rispetto alla cessione del quinto inoltre, per il pensionato, la tutela massima di garanzia per l’istiuto erogante di far affidamento su un terzo soggetto di massima solvibilità, ossia l’ente pensionistico, che garantirà mensilmente il pagamento di quanto detratto direttamente sulla pensione.

Per i pensionati del settore pubblico, ossia gestiti da INPS ex-INPDAP, la cessione del quinto della pensione, conosciuta come prestito pluriennale garantito come per quelli privati, avviene a patto gli stessi siano iscritti alla gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali, concedendo loro la possibilità che sia lo stesso ente previdenziale a corrispondere il prestito richiesto.

Il tutto nell’ottica di un finanziamento a tasso fisso a rate costanti, la cui convenienza ha decretato la cessione del quinto come formula di maggior successo di indebitamento personale, per pensionati e non.

Prestiti pensionati, per quanti anni?

Solitamente la cessione del quinto sulla pensione ha un tempo variabile fra i cinque e i dieci anni, sempre tenuto conto dell’età del richiedente, con un massimo erogabile calcolato su parametri come la soglia di sopravvivenza minima, ossia quel limite fissato annualmente dal governo per garantire una vita dignitosa al soggetto.

Altre valutazioni vengono fatte sulla scorta di eventuali pregressi del richiedente, qualora sia o sia stato soggetto a procedure di ordine giudiziario quali la levata di protesto o l’atto di pignoramento, ovvero segnalato al CRIF, che potrebbero modificare la sua capacità debitoria o pesare sul suo storico, fattori che inficiano la stessa capacità reddituale pensionistica.